Warning: themeheader(banners.php) [function.themeheader]: failed to open stream: No such file or directory in /web/htdocs/www.crazyvanclub.it/home/themes/CVC_metal/theme.php on line 110

Warning: themeheader() [function.include]: Failed opening 'banners.php' for inclusion (include_path='.:/php4/lib/php/') in /web/htdocs/www.crazyvanclub.it/home/themes/CVC_metal/theme.php on line 110
Entra/Login Home Forum Gallery Pagina Personale FAQ Hot Links

Sommario
 Home
 Pagina Personale
 Segnalaci
 Forum

 Il Club
 Informazioni
 Contattaci
 Date Raduni
 Market - Mod
 Notizie
 Agevolazioni - Raduni
 Ricerche
 Archivio articoli
 Encyclopedia
 Downloads & Links
 Down loads
 Info Portale
 Meteo
 Top 10

 Utili
 Crazy Tuning of Italy
 e20tuning
 Versione per palmari

· Recensioni

Ritrovi settimanali
Elenco italiano

Partner
I Partner del Crazy Van Club

Banner
Scambio Banner

Search



Che tempo fa

Previsioni Italia
 
Immagini Satellite
 
Previsioni Città

Languages



Curiosita`: La ricerca di nuovi record
Info dal mondo, articoli e curiosita`Postato il Venerdì, 29 maggio @ 23:25:20 CEST di strega
La storia del mondo e' fatta da coloro che non si sono mai accontentati dei risultati raggiunti e hanno voluto superare i limiti, inventando nuove cose o semplicemente migliorandone altre. La razza umana ha fatto della sua evoluzione il suo punto vincente...... Questo articolo e' dedicato a coloro che hanno cercato di superare via via i record di velocita', alcuni con successo ed altri pagandone un altissimo prezzo.

La ricerca della velocita’ (liberamente tratto dal libro “ I realizzatori dei records sulle vetture” Fino dall’esordio delle macchine, sul finire dell’ottocento, la passione per la velocita’ aveva preso i primi pionieri delle vetture. Il primo record di velocita’ registrato e’ datato Dicembre 1898, e’ di quasi 63 km orari ed era stato raggiunto dal conte Gaston de Chasseloup-Laubat a bordo della vettura Jeantaud sul circuito di Acheres. Solo un anno dopo il suo costante contendente, Camille Jenatzy, superava i 100 km orari sulla vettura Jamais Contente (mai contenta, un nome, tutto un programma?). All’inizio, giocare con la velocita’ era soltanto un rischio, e parte del divertimento era proprio sapere di affrontare qualcosa di particolarmente pericoloso. Nei vari tentativi di portare le vetture ai loro limiti massimi e piu’ , 27 piloti avevano potuto coronare la loro impresa, mentre cinque erano periti negli incidenti successi nei tentavivi. Brivido e la sensazione esaltante dell’adrenalina a pieno circolo erano parte importante della prova, e fino al 1920 si possono descrivere i piloti come dei pazzi temerari su macchine sfreccianti, ai quali importava di piu’ il riconoscimento dell’impresa raggiunta, e poco si curavano dei rischi davvero gravi che correvano per la loro vita. Dopo i primi spericolati arrivo’ una generazione inglese, piu’ attenta alle spiegazioni scientifiche e alle soluzioni tecnologiche per superare e migliorare i limiti: realizzare un nuovo record non era solo realizzare un bolide piu’ potente del precedente, portarlo sulla pista, schiacciare l’acceleratore ed augurarsi che tutto filasse per il meglio. Si trattava di calcolare cosa migliorare e come sfruttare al meglio ogni prospettiva offerta dal bolide. Non c’era tempo o modo di pensare alla gloria o alla morte nel tentativo. Bisogna pero’ riconoscere che il tentativo di realizzare un nuovo record di velocita’ attrae sempre i piu’ temerari ed incoscienti, ci sono sempre dei “volontari” che friggono dalla voglia di spingere oltre i limiti e vedere cosa capita, anche se a molti e’ costato la vita nel peggiore dei casi, e ad altri il loro orgoglio e anche molti soldi investiti nel progetto… che se va a buon fine semplicemente consegna un diploma che dichiara il pilota “L’uomo piu’ veloce della Terra”, fino al successivo. Fino al 1963 i record di velocita’ sono stati fissati con veicoli tradizionali, cioe’ con trazione dal motore a scoppio alle ruote, successivamente il motore e’ stato sostituito da una turbina (e le ruote servivano solo come guida), con la turbina e’ stato possibile inseguire il muro del suono e cercare di avvicinarsi alla velocita’ di 340 metri al secondo sulle piste salate del Grande Lago Salato a Bonneville (che, tradotto in km farebbe circa 1224 km all’ora… o anche circa 740 miglia orarie). Ma torniamo ancora un passo indietro, e citiamo la Daimler Benz T80 solo per curiosita’. Si trattava di un veicolo decisamente avveniristico per la linea e per la propulsione ( ricorda la foggia della macchina di Batman nel famoso primo film uscito negli anni ’90), mentre la trazione era assicurata da aero motori su tutte e quattro le ruote. Il progetto era firmato… pensate in po’, dottor Porsche e Hans Stuck era stato designato per condurlo. T80 Tuttavia gli esperti di record erano perplessi riguardo le reali prestazioni del veicolo, che non fu mai testato visto che nel frattempo inizio’ la seconda guerra mondiale che mise fine ai tentativi tedeschi di farlo correre. Meglio si comportavano (su pista) sia la “Blitzen” Benz, che si rivelo’ del 1909 come una realizzatrice di record a catena: per i tre anni successivi i record furono della stessa Benz, dai 201 km/h ai 210 km/h e poi 226 km/h. Il veicolo aveva l’aspetto quadrato e “tagliato con l’accetta” come ci aspettiamo sia la testa di un tedesco! La risposta inglese aveva invece la linea piu’ filante della Sunbeam V12, guidata da Kenelm Lee Guinness, erede della compagnia di candele KLG. Anche lei si fregio’ del titolo per tre anni successivi, fino a toccare i 243 km nel 1926. Questi fino ad ora sono tentativi andati a buon fine: citiamo per curiosita’ una piu’ recente prova tentata da Richard Noble con la Thrust 1 (la traduzione e’ Spinta 1). Thrust 1 Thrust 1 era un telaio nudo e crudo, giusto una turbina montata su ruote in lega con gomme slick da corsa. Richard Noble lo definiva una cattedrale sulle ruote, nonostante questo Thrust gli insegno’ i primi rudimenti della velocita’ estrema. Anche, gli insegno’ una lezione che non avrebbe mai piu’ scordato. Sulla pista militare in Inghilterra della RAF, il 5 Marzo 1977, Richard sottovaluto’ una serie di segnali che terminarono con il grippaggio di un cuscinetto su una ruota, mentre il veicolo stava procedendo “solo” a 225 km orari…… Thrust 1 fu lanciato in una serie di rotolamenti, lanci e ricadute sul terreno. Quando finalmente tutto si fermo’, Noble usci’ dal veicolo senza un singolo graffio, e con estrema calma si rese conto di avere avuto la presenza di spirito di spegnere l’alimentazione alla turbina: della perdita del prototipo non era preoccupato, difatti quella stessa notte inizio’ ad immaginarsi il successore di Thrust 1. Thrust 2 … quando si dice il carattere……. La ricerca del record da battere non finisce mai!

 
Login
Nickname

Password

Non hai ancora un tuo account? Crealo Qui!. Come utente registrato potrai sfruttare appieno e personalizzare i servizi offerti.

Links Correlati
· Inoltre Info dal mondo, articoli e curiosita`
· News by strega


Articolo più letto relativo a Info dal mondo, articoli e curiosita`:
Xtreme tuning ... la nuova rivista in edicola!!


Article Rating
Average Score: 2.5
Voti: 2


Please take a second and vote for this article:

Excellent
Very Good
Good
Regular
Bad


Opzioni

 Pagina Stampabile Pagina Stampabile



Crazy Van Club from Milan Fax/Segr.02-76310406 - Cell.338-8513676
segreteria@crazyvanclub.it - president@crazyvanclub.it - webmaster@crazyvanclub.it